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  • Luca Musazzi

Analisi del mercato EV

I sempre più concreti problemi ambientali e climatici hanno portato nel 2019 l’Unione Europea ad approvare il Green deal, un pacchetto di riforme volte a rendere l’Europa sostenibile dal punto di vista ambientale e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Per raggiungere questo obiettivo, l’8 giugno 2022 è stato approvato il pacchetto di riforme “Fit for 55” con cui l’Unione Europea punta a ridurre le emissioni di gas serra del 55%. Una di queste norme prevede la riduzione del 100% delle emissioni di CO2 per autovetture entro il 2035. Per le case automobilistiche quindi, non sarà più possibile produrre e mettere sul mercato automobili diesel, benzina e ibride (anche plug-in) ma dovranno orientare la ricerca e lo sviluppo verso il segmento dell’elettrico.

Allo stesso modo tutti gli stati membri dovranno investire su una serie di misure di sostegno per l’acquisto e l’utilizzo delle auto elettriche, come la creazione di nuovi punti di ricarica ed incentivi per la riqualificazione energetica degli immobili al fine di installare pannelli solari che possano alimentare colonnine di ricarica private.

In particolare l’Italia punta a raggiungere questo obiettivo tramite riforme come la missione M2 del PNNR per cui sono stati stanziati 0,74 miliardi di euro nello sviluppo di infrastrutture di ricarica elettrica e il “Superbonus 110%” il cui scopo consiste in una serie di interventi di riqualificazione delle abitazioni dei cittadini, tra cui, a favore della mobilità sostenibile, l’installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica private per i veicoli elettrici.

L’Europa ha visto un mercato dell’elettrico in grossa espansione negli ultimi anni. Nel 2021 le elettriche BEV, PHEV e FCV hanno venduto 1.578.719 unità registrando un aumento del 105% rispetto al 2020. Troviamo al primo posto la Germania con 478.121 unità vendute e una crescita del 134% rispetto all’anno precedente. Occupa il secondo posto il Regno Unito con 212.181 unità ed un incremento del 95%. Al terzo posto la Francia che registra 208.771 vendite e un +88%. Al quarto e quinto posto si trovano rispettivamente la Norvegia con 109.139 unità ed un +62% e l’Italia con 100.151 unità di auto elettriche con una crescita però del 236%, molto maggiore rispetto agli altri paesi europei.

Andando a confrontare il primo trimestre del 2021 e 2022 notiamo che, in Europa, si è registrato un incremento delle vendite di automobili completamente elettriche (BEV e FCV) pari al 60,8%. Si è passati dalle 202.350 vendite del primo trimestre del 2021 alle 325.285 in quello del 2022. Attualmente le auto full electric ricoprono l’11,8% della quota del mercato automobilistico. Al contrario, nel Q1 del 2022, sono state immatricolate 236.991 auto Plug-in Hybrid (PHEV), meno del rispettivo trimestre del 2021, subendo una variazione negativa del 6,1%. La quota di mercato è scesa all’8,6%. Nel complesso sono state vendute 562.276 auto tra BEV, FCV e PHEV ricoprendo una quota di mercato pari al 20,4%.



In questo trimestre il paese che ha registrato la crescita maggiore nella vendita di automobili elettriche è stata la Romania con un +408%, seguita poi dalla Spagna con un aumento del 110,3%, dalla Francia con un +42,7% ed infine dalla Germania che ha visto un incremento del 29,3%. Il mercato italiano è stato invece l’unico in Europa ad aver registrato un calo delle vendite del 14,9%: il motivo va ricercato soprattutto nei ritardi degli ecoincentivi.

Dato che il mercato delle auto elettriche ha avuto una fortissima espansione e continuerà ad averla, date le previsioni, possiamo andare ad analizzare e mettere a confronto, tramite uno studio, i veicoli del segmento full electric più venduti in Europa delle principali case automobilistiche sul mercato, considerando le due variabili più importanti per un consumatore: l’autonomia e il prezzo. Il metodo consiste, per prima cosa, nel calcolo del rapporto tra l’autonomia dichiarata dalle varie case automobilistiche, posta a numeratore, ed il prezzo di ciascuna automobile, messa al denominatore. In seguito mettendo a confronto tutti i modelli di auto utilizzando un gradiente di colore, si possono individuare tre differenti range. Il primo è caratterizzato dal colore rosso che indica un rapporto autonomia-prezzo molto basso dato o da un’automomia ridotta o da un prezzo dell’auto molto elevato;tali elementi portano il veicolo ad essere poco conveniente per il consumatore dal punto di vista di queste due variabili. Il secondo range è indicato dal colore arancione-giallo che invece indica un rapporto autonomia-prezzo medio. Il terzo ed ultimo range è dato invece dal colore verde; qui si trovano i veicoli che hanno un’autonomia molto elevata oppure un prezzo molto ridotto, rendendo il veicolo conveniente per rapporto autonomia-prezzo.




Le automobili peggiori sono, in ordine: la Mercedes EQS amg, la Tesla Model X e la BMW iX 40 che hanno rispetttivamente rapporti di autonomia-prezzo dello 0,0033, 0,0039 e 0,0040. Al contrario i veicoli migliori per rapporto autonomia-prezzo, indicati dal colore verde, sono la Renault Megan electric con rapporto di 0,0132, la Volkswagen ID3 77 kwh con 0,0122 ed infine la Renault Zoe con rapporto di 0,0120.

In conclusione, se, fino ad un po’ di tempo fa, la presenza di automobili alimentate dalla sola elettricità poteva sembrare uno scenario futuristico, ad oggi i veicoli elettrici possono essere ritenuti una buona alternativa rispetto a quelli a benzina e diesel, anche se il loro successo dipenderà sia da quanto gli Stati saranno disposti ad investire per consentire una transizione verso una mobilità tutta elettrica.




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